Il CAI in Sardegna
di Paolo Selis
dal 1980 al 2005 (parte seconda)
Chi mi precede nello scrivere, nella sua grande modestia, non ha detto quanto si sia personalmente speso per far rinascere la Sezione di Cagliari. Ma è d'obbligo per me raccontare, perché ne sono stato testimone in prima persona, come sono andate le cose. Quando un gruppo di amici, nel 1975 si adoperò per portare Angelo Berio alla presidenza, avevamo chiaro il valore della persona, concreta, appassionata ed estremamente intelligente, quanto disinteressata e lontana da ogni piccineria.
Erano attivi in sezione il Gruppo Grotte CAGLIARI CAI (dal '67), il Gruppo SCI-CAI (dal '72) e la scuola di Alpinismo (dal '74).
Nel 1973 si era svolta la prima edizione de "sa passillara de Maidopis" e nel 1974 la "Su e giù per i sette fratelli" che avevano imposto finalmente al grande pubblico una immagine nuova ed attiva della Sezione.
Mancava però una formazione più profonda nei soci, ed il nuovo Presidente si pose subito all'opera. Chi scrive è stato segretario della Sezione dal 1975 al 1995 e fu suo primo compito riorganizzare totalmente la segreteria e renderla efficiente e capace di assolvere i nuovi impegni. Che arrivarono subito; già nel 1976 veniva istituita la Commissione Regionale Protezione Natura Alpina (PNA) ed il Gruppo Naturalistico che iniziò subito una rilevante attività. Ma soprattutto, iniziava una nuova era nell'attività escursionistica sezionale, che la competenza e la pazienza di Angelo Berio avrebbero trasformato. I soci cominciarono ad andare in escursione muniti di cartine della località e di brevi ma esaurienti descrizioni degli itinerari; oggi sarebbe inconcepibile pensare altrimenti. Nel 1976, veniva fondato il Gruppo Roccia e si riprendeva l'organizzazione delle marce popolari con "sa passizzada de Santu Leonardu", inserita nelle celebrazioni del 25° anno della Sezione (contando dai primi tentativi di ricostituzione del 1951), che vedevano per la prima volta fra noi il Presidente Generale Spagnolli.
Nel 1977-78-79 riprese con successo crescente "sa passillara de Maidopis" e nel 1978 ci fu affidato per la prima volta da un Ente Pubblico un incarico di lavoro; l'individuazione e la segnalazione delle "filature" sulla diga del Liscia.
Nel 1980 veniva organizzato a Cagliari il 60° Congresso Nazionale del CAI con la presenza del Presidente Generale Priotto; ciò accadeva solo perché appena insediato, il Presidente Berio aveva iniziato a frequentare le riunioni del Convegno CMI, che nel giro di due anni lo inviava al Consiglio Centrale del CAI; si dimostrava così che l'isolamento a lungo patito era stato vinto, e che la nostra sezione godeva della considerazione che il suo Presidente aveva saputo guadagnarsi a livello nazionale.
Nel 1985, dopo l'ingiunzione del proprietario dei locali della sezione di lasciarli liberi, i soci presero una decisione storica: acquistare i locali per la sezione. Lo facemmo quotandoci volontariamente ma il Presidente Berio sostenne oltre la metà delle spese necessarie. Ebbene, in due anni il nostro debito era pagato; ci siamo tirati su le maniche e l'escursionismo divenne la fonte più importante di fondi per la sezione.
La sede è piccola, ci sta un po' stretta per il volume di attività che svolgiamo, ma non ci dovremo più preoccupare di dover sciogliere la Sezione per mancanza di spazio.
Negli anni successivi al 1985 si organizzarono altre edizioni de "sa passillara de Maidopis" arrivando fino alla 10 a edizione del 1990. Nel 1992 veniva riconosciuta l'anzianità ininterrotta della sezione dal 1932 (interruzione dovuta solo alla guerra) e potevamo celebrare col Presidente Generale De Martin (il terzo a venire in Sardegna!) una memorabile giornata tra nuovi e vecchi soci, al Nido dell'Aquila.
Dal 1991 al 1993 Il Presidente Berio era divenuto anche Presidente del Convegno CMI; eccezionale riconoscimento per lui e per la nostra sezione.
Nel 1990 é stato istituito in sezione il Gruppo Escursionistico CAI, precorrendo così la costituzione della Commissione Centrale Escursionismo, ed é iniziata l'attività della Commissione Alpinismo Giovanile.
Nel 1992 veniva istituito un gruppo di soci a Nuoro, che sarebbe diventato poi la Sottosezione.
Nel 1993 il Professor Berio, dopo 18 anni di continua crescita della Sezione, chiedeva di non essere rieletto e gli subentrava l'avv. Roberto Cortis con un direttivo giovane ed entusiasta. Nel 1994 nasceva la Sottosezione di Nuoro, ma purtroppo una spiacevole contesa fra il direttivo ed un suo componente portava alla sofferta espulsione di quest'ultimo, non essendosi trovata alcuna possibile intesa.
Come sempre accade in questi casi, l'atmosfera in Sezione si deteriorò al punto che nel 1995 la mancata approvazione del Bilancio Consuntivo del 1994 portò alle dimissioni del Direttivo.
Il solo Presidente Cortis si ricandidò; venne rieletto con un nuovo, giovanissimo direttivo che andò regolarmente in scadenza nel 1998.
Purtroppo, alla fine del 1995, il Presidente Berio ci lasciava, colpito da un morbo che non perdona, fra il rimpianto unanime di tutti coloro che ne apprezzarono le doti umane per prime, e poi quelle di uomo di montagna.
Nel 1997, dopo quattro anni di eccezionale attività, la Sottosezione di Nuoro diveniva Sezione autonoma, come da sempre auspicato e la Sezione di Cagliari arrivava a oltre 570 soci, nuoresi compresi.
Nel 1998 iniziava la presidenza di Tore Dedola; pochi giorni dopo ospitavamo Gabriele Bianchi, il quarto Presidente Generale a venire in Sardegna, che ci esponeva in un memorabile Convegno i suoi concetti sul CAI Università della Montagna.
Il Direttivo Dedola dopo un anno entrava in crisi per vari motivi, ma la sua presidenza veniva confermata con un nuovo direttivo a fine 1999.
Nel 2001 Dedola é diventato Presidente della Delegazione Sarda e si é dimesso considerando che la mole di lavoro diveniva insostenibile.
La presidenza é così passata a chi scrive nel novembre 2001.
Ma non é facile fare il presidente neppure con 33 bollini di anzianità e oltre vent'anni di Direttivo alle spalle! La sezione non ha grandi numeri ormai; la sua attività principale, l'escursionismo, é oggi una attività come un'altra, ha perso la sua funzione trainante sia perché vi sono molte associazioni che offrono possibilità analoghe, sia perché noi programmiamo la nostra attività con finalità e modalità differenti da quelle di altre associazioni.
Non é facile fare nuovi soci nonostante il ridotto impegno loro richiesto; entrare nel nostro Club, é un titolo d'onore, questo lo riconoscono tutti, ma pochi davvero hanno il tempo e l'energia per impegnarsi nelle varie attività.
Ed allora, dovremo solo ricordare i tanti giorni gloriosi di questi settant'anni di attività, come pure abbiamo fatto nel 2002, a dire il vero fra l' indifferenza delle Autorità e anche dei soci?
No davvero. La nostra storia serve per ricordare, ma soprattutto per trarne insegnamento; nelle recenti Assemblee dei Soci, sono state proposte nuove interessanti iniziative che dovrebbero impegnarci in futuro allargando gli interessi e le attività.
Nel 2004 il Consiglio Direttivo è stato rinnovato e finalmente la continuità comincia a rendere possibili programmi con orizzonti un po' più vasti.
Le idee non sono morte e come ho sempre sostenuto, il lavoro paga. Diamoci da fare.
Excelsior, cari soci!
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