IN SARDEGNA - Paese Mio

Paese Mio
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In Sardegna
Luoghi visitati per curiosità, turismo, vacanza.
Città, paesi e notizie curiose in poche righe.
CAGLIARI
La  mia città, ci sono nato e se anche mi sono trasferito a Quartu S.  Elena, resto sempre cagliaritano. Miei figli sono nati a Cagliari come  me. Una città bellissima, solare e ventosa, incastonata fra mare e stagni, ricca di storia e di arte; fra scorci di quartieri storici con vista sul mare, vie dello shopping e terrazze panoramiche, tra cui il bastione di Santa Croce.
Cagliari è  la città principale e più popolosa dell’Isola, al centro di un’area  metropolitana di 430 mila abitanti. I suoi quattro quartieri storici custodiscono vicende  millenarie. Il quartiere Castello sorge sul colle più alto, ai suoi piedi si scende alla Marina, con splendidi edifici e i portici di via Roma, compreso il Palazzo Civico. Nata per accogliere pescatori e mercanti, Cagliari è una città multietnica. Mentre l’altro quartiere storico di Stampace si colora ogni primo maggio per la Festa di sant’Efisio, appuntamento atteso da tutta l’Isola. Tra le sue strette stradine c’è la chiesa barocca di san Michele. A pochi passi dal centro non si può perdere l’Anfiteatro, una delle maggiori testimonianze romane della Sardegna, e l’Orto Botanico. Fuori dal centro città, il castello di san Michele e Tuvixeddu,  la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo (VI-III secolo  a.C.). Alla fine del tour culturale, ecco mille attrazioni  naturalistiche: la laguna di Cagliari, il parco di Molentargius-Saline, ma anche fare un tuffo al Poetto,  spiaggia cittadina lunga otto chilometri fiancheggiati da percorso  pedonale e pista ciclabile. Cagliari è splendida anche di notte, quando  rivela il suo lato glamour. Dal Poetto si può partire in escursione verso Calamosca e la Sella del diavolo. Prelibatezze culinarie: gli spaghetti con bottarga e carciofi, la burrida, a base di gattuccio di mare e noci, e la fregula con cocciula, palline di semola con le vongole.
QUARTU S. ELENA
Ci sono venuto a vivere dopo essermi sposato. Una città bella, solare e con una spiaggia meravigliosa, prolungamento di quella di Cagliari, ricca, di storia, di abitazioni classiche in stile campidanese, dove tradizione e modernità sono intrecciate.  Già dagli anni '80 è la terza città della Sardegna.
VILLASIMIUS
La città più a SE del Golfo degli Angeli, ben nota ai vacanzieri estivi. Nel suo territorio, molti alberghi e residence ma c'è una ragione: molte grandi e magnifiche spiagge, una notevole vivacità della cittadina, moltissime occasioni di ogni genere, ad un'ora da Cagliari.
SINNAI
Il paese più vicino ai Sette Fratelli, le montagne di casa per i cagliaritani; a 25 km in linea d'aria si va oltre i 1000 m.
Un paese con un territorio comunale enorme e molto ben curato e con municipalità sempre attente alla sua salvaguardia. Magnifica la Foresta di Sinnai, praticamente in città.


SELARGIUS
Il paese "incastrato" fra Monserrato, Quartucciu e Quartu, non per questo ha poca personalità.
Gente  molto attiva, dalle sue vigne esce ottimo vino. Come gli altri paesi  appena fuori Cagliari è diventato la residenza di molte nuove famiglie cagliaritane.
A Cagliari praticamente non c'è più posto per l'edilizia e le case costerebbero care.

QUARTUCCIU
Il paese "incastrato" fra Selargius e Quartu è in pratica un'appendice di Quartu ma gli abitanti condividono poco con i quartesi.
Nel suo territorio, sorgono diverse attività come l'industria dell'Arredo ma anche interessanti monumenti archeologici come le Domus de Janas.

MONSERRATO
La cittàdina fra Pirri e Selargius è autonoma dal 1928, ma la sua origine risale al periodo romano.
Il nome sardo Pauli o Paulli significa  palude, nome già assunto fin dal Medioevo; oggi é sede praticamente di  tutte le Facoltà universitarie di Cagliari nella cittadella apposita.

PIRRI
Secondo il canonico Giovanni Spano, il suo nome verrebbe dal greco πύρ (pir), fuoco, oppure dal fenicio pir = frutto. Credibile anche il riferimento alla frutta dato che in zona, sono sempre esistiti terreni ricchi di alberi da frutto.
Ancora considerata solo una periferia di Cagliari, chiede da tempo Ia sua completa autonomia; eppure i pirresi si dicono cagliaritani.
ELMAS
La città più vicina a Cagliari sulla SS 131, la "Carlo Felice", risulta incastonata fra Cagliari, lo Stagno di Santa Gilla e Assemini.
E' sede degli aeroporti civile e militare, quest'ultimo testimone nel 1927 delle imprese di De Pinedo e Balbo. A Elmas risiede anche il centro stampa più importante dell’Isola.
Le prime testimonianze sulla sua origine risalgono al Neolitico recente e all’età nuragica.
CAPOTERRA
Ai piedi del monte Arcosu e bagnato dallo stagno di Cagliari, nel vasto territorio di Capoterra, si intrecciano  natura e storia. Paesaggi incantevoli e di notevole interesse troverai  sull’Arcosu, quasi quattromila ettari di foresta, ​con un ‘cuore’ di lecci e sugheri, attorniati da macchia mediterranea, dove si  aggirano indisturbati cervo sardo e daino. Il parco è irrorato da corsi  d’acqua e cascate. Dalla storia all’astrofisica: nei rilievi vicini alla frazione di Poggio dei Pini svetta l’osservatorio astronomico frequentato da equipe internazionali di scienziati.
TEULADA
Adagiata su un fondo valle, Teulada è un centro del basso Sulcis,  celebre per scenari costieri di impareggiabile bellezza, dove i panorami si succedono a iniziare da Tuerredda e Piscinnì - enclave di Domus de Maria.
Seguono le cale di capo Malfatano, una perla è Porto Tramatzu, per continuare con Cala Zafferano. Alle spalle della costa la foresta di lecci e sughere di Gutturu Mannu e le grotte di Punta Sebera.
In  paese, strette vie si inerpicano e sfociano in piazze abbellite da sculture, eredità del simposio artistico internazionale ‘Scultura e Pietra’.
SAN SPERATE
Il Paese Museo. Arte e natura si fondono magicamente in San Sperate, uno dei centri agricoli più produttivi della  Sardegna.
Visitare San Sperate è un tuffo nell’arte: centinaia di colorati murales  adornano le vie raccontando storia, tradizioni rurali e vita della comunità. Il ‘muralismo’ si sviluppò nel rivoluzionario 1968: Pinuccio Sciola  concepì il progetto di trasformare il paese in un laboratorio.
VILLASOR
Si adagia sulla pianura irrorata da Flumini Mannu. Villasor è un paese di settemila abitanti del Campidano meridionale, nato nel 1414 sulle rovine di Sorres (in latino ‘granaio’). Il centro storico conserva un’eredità del glorioso passato: il castello di Villasor, edificato nel 1415 con una imponente struttura a U. La chiesa di santa Vitalia fu costruita a fine XIX secolo su un antico edificio, nell’attuale periferia. Per la martire si svolge la festa più sentita, a metà ottobre.
DOMUSNOVAS
Si trova  nella zona sud-occidentale della Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente, al  centro della valle del rio Cixerri, adagiata ai piedi del massiccio  della punta San Michele.
Territorio  di natura calcarea, prevalente- mente montano, alle spalle delle grotte  di San Giovanni si apre la valle d'Oridda, ricoperta dalla foresta del  Marganai e ricca di miniere abbandonate.
Il suo territorio è ricco anche di numerose grotte di interesse internazionale.
ASSEMINI
Sorge a nord dello stagno di santa Gilla, e fu abitato sin dalla preistoria. Celebre per la tradizione artigianale, è centro-pilota nella lavorazione della ceramica ma vanta anche una prelibata tradizione gastronomica: per esempio le panadas.
Uno splendido scenario paesaggistico; si estende nell’oasi di Gùtturu Mannu, 35 mila ettari ricoperti di lecci, lentischi, oleandri, sughere, olivastri ed erica: una delle foreste più antiche del Mediterraneo. Il parco ospita aree di protezione faunistica, tra cui monte Arcosu, la più grande riserva WWF in Italia a tutela del cervo sardo.
PULA
Centro di oltre settemila abitanti è un ‘forziere’ di tesori naturalistici, archeologici e culturali senza pari nell’Isola. Per esempio, il parco archeologico di Nora, o a pochi passi dal paese, uno dei siti più noti della Sardegna racchiude nel capo Pula le rovine di un’antica città, la prima fenicia in Sardegna. Nella spiaggia di Nora col mare cristallino sorge la chiesetta di sant’Efisio, luogo di martirio del santo guerriero rievocato ogni 3 maggio nella Festa di sant’Efisio.
Un’immensa pineta si estende sino a Chia, la natura è rigogliosa nelle foreste di Is Cannoneris e Pixinamanna.
PORTOSCUSO
Il suo porto sta di fronte all’ isola di san Pietro e collega la Sardegna a Carloforte, una delle maggiori località turistiche isolane. Portoscuso, nasce a fine XVI secolo.
Accanto alla torre sorse a metà XVII secolo la tonnara di su Pranu. Nella seconda metà del XX  secolo Portoscuso, circondato da giacimenti minerari e vigneti di carignano, divenne importante centro industriale con la realizzazione del polo chimico di Portovesme. Il suo territorio costiero, oltre che da tratti di sabbia morbida, tra cui da non perdere anche Is Canelles, è caratterizzato da scenografiche falesie a picco sul mare, in particolare quelle di Costa Crobettana.
DECIMOMANNU
Dopo Assemini, sulla statale 130 lungo un’ansa del riu Mannu,  sorge Decimomannu, grande centro di oltre ottomila abitanti.
Il toponimo è di chiare origini romane, i primi stanziamenti sono neolitici. La dominazione romana ha lasciato varie  eredità, la più rilevante è il ponte sul riu Mannu, in località Bingia Manna,  databile tra fine I secolo a.C. e inizio I d.C. La facciata è impreziosita da portale gotico,  rosone e, dal 1922, da un timpano triangolare. Sant’Arega (santa Greca) è conosciuta e  venerata da 1700 anni a Decimo e in tutta la Sardegna.
VILLACIDRO
Il paese è una meta frequentata nel periodo estivo per la sua salubrità e bellezza; fu elogiato in una  poesia da Gabriele D'Annunzio durante una permanenza nel paese.
Fra i rilievi compresi fra l'altopiano di Oridda e il monte Linas, sono presenti le cascate del rio Linas, di Piscina Irgas e di Muru Mannu, ubicate in un'area di interesse naturalistico nota come Monti Mannu.
VILLAMASSARGIA
Si adagia sulla valle del Cixerri, circondato dai rilievi dell’Iglesiente. Raggiunse il massimo splendore nel Medioevo a cui risale il castello di Gioiosa Guardia; le sue rovine si elevano su un colle a quattro chilometri dal paese e fu costruito tra XII e XIII secolo per volontà dei conti Della Gherardesca.
Ai suoi piedi, un  museo a cielo aperto, s’Ortu Mannu, con più di 700 maestosi ulivi secolari: uno, sa Reina, ha un fusto di 16 metri di circonferenza. Villamassargia ha partecipato all’epopea mineraria con la miniera di Orbai, immersa in una foresta, sfruttata già in epoca romana e abbandonata  negli anni Sessanta.
UTA
Sorge in un' area tra basso Campidano e valle del Cixerri. E' una cittadina di valore naturalistico, storico-artistico e archeologico. Nel territorio di Uta rientra parte dei quasi quattromila ettari di foresta di lecci, sugherete e macchia mediterranea del monte Arcosu, dove vivono, tra gli altri, cervo sardo e daino. Il territorio attorno offre splendidi paesaggi, come la foresta di Gutturu Mannu. Nella campagna a sud del paese c’è la chiesa di santa Maria, che i Vittorini di Marsiglia, costruirono nel XII secolo insieme al monastero, bellissimo esempio di architettura romanica sarda.
IGLESIAS
Il territorio protagonista dell’epopea mineraria sarda, è sede vescovile, erede dell’antica diocesi di Sulcis. Iglesias in spagnolo significa ‘chiese’; spicca la celebrazione dei riti della Settimana Santa in forme e colori di tradizione spagnola. Le processioni dei Misteri del martedì e del venerdì santi sono le espressioni più suggestive. Da Iglesias parte il cammino minerario di santa Barbara: 400 chilometri in 24 tappe, da percorrere a piedi o in mountain bike.
Le miniere sono state per oltre un secolo, la ricchezza dell’Iglesiente. Oggi sono patrimonio d’archeologia industriale del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco.
ARBUS
Il nome di Arbus ha etimologia incerta. Certa è invece, è l’abilità dei suoi artigiani nella lavorazione dei  coltelli; ha un lungo (47  chilometri)  tratto costiero, dove si alternano ‘deserti’ di sabbia dorata e scogliere a picco sul mare. È la Costa Verde che va da Capo Pecora, alla spiaggia di Pistis, sotto Capo Frasca, passando per Scivu e Piscinas, per Portu Maga, Marina di Arbus, Funtanazza e Torre dei Corsari. Il territorio di Arbus è natura ma anche testimonianza del lavoro minerario, nei monumenti di archeologia industriale di Montevecchio e Ingurtosu,  un tempo borgo minerario.
CARLOFORTE
Qui si parla e si mangia genovese; si tratta di ciò che viene definito un’enclave, territorio compreso in una regione ma che appartiene a un’altra. Carloforte è terra di  Sardegna pur se tutto ricorda la Superba: cucina, lingua, tradizioni. L’origine genovese di questo fazzoletto di Liguria in mezzo al mare risale circa al 1540 quando pescatori e  commercianti di Pegli abbandonarono la patria alla volta dell’isola tunisina di Tabarca, attirati dall’oro rosso del mare, il corallo. Carloforte è uno dei “borghi più belli d’Italia” con  i suoi carrugi, le sue piazzette, il molo, il porticciolo e le antiche  chiese.
SILIQUA
Siliqua, nel  basso Sulcis è dominata dall’alto da un mitico castello e si adagia nella valle del fiume Cixerri. Il suo territorio occupa parte del monte Arcosu ed è ricco di torrenti e di cascate come su Spistiddatroxiu. I sentieri per monte Lattias conducono in ambienti incontaminati, con lembi di leccete  primarie; non lontane le celebri fonti di acqua oligominerale di Zinnigas.
FLUMINIMAGGIORE
Dai monti al mare, passando per monumenti naturali, testimonianze preistoriche, eredità fenicio-puniche e romane e archeologia  industriale. Fluminimaggiore è un centro disteso  nella valle del rio Mannu. A cinque chilometri dal paese, le fiabesche grotte di su Mannau, celebri per bellezza naturalistica, interesse speleologico e importanza archeologica. Le grotte erano collegate con il tempio di Antas, uno dei massimi monumenti dell’Antichità sarda, che si raggiunge da un sentiero tracciato già dai romani.
BUGGERRU
Buggerru nasce da un borgo minerario fondato nel 1864. E' un centro turistico fatto di case disposte a ventaglio sullo sbocco a mare della valle del monte Caitas, un canale che ha dato nome alla miniera Malfidano, attiva sino al 1979.
Il suo moderno porticciolo è sovrastato dall’uscita della Galleria Henry, oggi museo a cielo aperto, un tempo percorsa da un treno che trasportava il minerale estratto; i minatori, però, vivevano in condizioni disumane, nel 1904 il primo sciopero. Per risposta l’esercito sparò sugli operai: tre morirono, tanti i feriti.
Era il 4 settembre, resterà come giorno dell’Eccidio di Buggerru.
LACONI
Un' oasi verde dentro il paese, testimonianze preistoriche uniche, Laconi è un borgo ‘gioiello’ di duemila abitanti immerso in un bosco, a ridosso dei rilievi del Sarcidano. La fama originaria è legata al santo sardo più amato, sant’Ignazio. In paese ci sono anche le chiese di San Giovanni Battista, con sculture lignee a sostegno del tetto, e di sant’Antonio Abate, in onore del quale si accendono a gennaio i fuochi, accompagnati dalla sagra dei dolci tipici.
ESTERZILI
Esterzili è un piccolo paese sulle pendici del monte Snta Vittoria da cui si ammira un panorama che domina Sarrabus, Gerrei e Sarcidano e arriva sino al Campidano e al mare d’Ogliastra.
Il territorio di Esterzili fu abitato sin dalla preistoria. Sono stati censiti 77 siti archeologici: il più importante è il tempio nuragico Domu de Orgia, inerpicato a mille metri d’altitudine. Dai suoi scavi sono emersi vari bronzetti.
ASUNI
Adagiata tra le gole del fiume Imbessu e del riu Maiori, a cavallo fra alta Marmilla e Sarcidano, il territorio di Asuni fa parte della Brabaxana (‘porta della Barbagia’) fra boschi  rigogliosi di sughere e lecci.
Sono strettamente legate ad Asuni le rovine del castello di Medusa, del 1189, che sorge a picco sulla gola formata dal riu Araxisi, interamente  scavato nel marmo.
SEUI
Borgo medioevale che s’arrampica a 800 metri d’altitudine sulle pendici meridionali del Gennargentu. Lo scenario è impreziosito dalla foresta di Montarbu, 2800 ettari tra pareti verticali e vallate solcate da ruscelli e cascate.
Nell’ascesa a Punta Margiani Pubusa (1325 metri), si ammira l’inghiottitoio su Stampu e si raggiunge il monumento Perda Liana. Insolito il bosco di carpino nero e tasso del monte Tonneri. Fanno da cornice al borgo le testimonianze preistoriche: a  mille metri d’altezza spicca il nuraghe Ardasai.
PERDASDEFOGU
Contribuisce alla blue zone Ogliastra, una delle cinque aree del mondo che vantano le più alte percentuali di  persone longeve tra i loro abitanti. Il toponimo significa ‘pietre da fuoco’, ossia le pietre calcaree usate nelle fornaci per produrre calce. I suoi duemila abitanti (foghesini)  sono soliti chiamare il paese Foghesu, ossia ‘fornace’.
In periferia, il parco di Bruncu Santoru con boschi di lecci e macchia mediterranea, popolati dal cervo sardo. La terra ‘si apre’ all’improvviso (diaclasi) nel cuore della montagna del parco: è sa Brecca de is Tapparas, una sorta di canyon o grotta a cielo aperto. Da non perdere, le grotte di is Angurtidorgius.
ORISTANO
Di Oristano si conosce la Sartiglia, giostra equestre di origine medioevale con protagonisti, la domenica e il martedì di carnevale, 120 cavalieri, i cui cerimoniali rievocano il glorioso passato, ma bisogna ricordare la sua storia nella quale ha recitato un ruolo da protagonista nel Medioevo; un monumento per tutti, la maestosa torre di Mariano. Se vi piace, la vernaccia è OTTIMA!
ARITZO
Nel cuore dell’aspro massiccio del Gennargentu, si erge Aritzo, paese della Barbagia di Belvì, centro di villeggiatura.
Si può andare alla scoperta del Texile, roccia ‘dolomitica’ a forma di fungo o delle domus de Janas di is Forros a Mont’e Susu. Di grande interesse è il Museo etnografico della montagna sarda. Sui monti è  stata praticata per cinque secoli un’attività che ha segnato la storia del paese, l’‘industria della neve’ raccolta nelle domos de nie (‘neviere’), a Funtana Cungiada, vicino alla chiesa di Santa Maria della neve.
TONARA
Si distende nel Mandrolisai ai piedi del monte Mungianeddu; è un borgo a sud-ovest del Parco del Gennargentu, tra i più ‘alti’ dell’Isola (tra 800 e 900 metri), che deriva il nome da toni e toneri, rupi calcaree su cui poggia. Nasce dalla fusione degli antichi rioni di Arasulè, Teliseri e Toneri, caratterizzati da viuzze su cui si affacciano i balconi in legno di case costruite in pietra. Dalle foreste si ricavano i frutti per produzione artigianale e commercio del torrone, che ha reso celebre il paese.
Nel suo territorio sono conservate testimonianze prenuragiche: la grotta funeraria di Pitzu e’ Toni e la Domus de Janas di Is Forreddos.
GAVOI
Circondato da monti del Gennargentu, Gavoi è un ‘gioiello’ nel cuore selvaggio della Sardegna, insignito dal Touring club della Bandiera arancione. A due chilometri dal paese il lago di Gusana,  bacino artificiale, formato tra 1959 e 1961. Vicino alle sue rive  troverai  strutture per goderti un soggiorno con tutti i comfort a  disposizione. Nel borgo, fatto di eleganti case in granito, si godono splendide viste panoramiche sulle vallate verdi., si possono gustare le prelibatezze locali, come il famoso pecorino fiore sardo dop – per cui Gavoi è presidio slow food - pane e fresa, patate e dolci tipici, e ammirare le eccellenze artigiane.
Poco fuori dal pese, il Lago di Gusana, artificiale e primo segno degli impianti idroelettrici sul Taloro.
FONNI
E' il centro più importante della Barbagia di Ollolai che si erge a mille metri di altitudine; famosa meta sciistica grazie agli impianti di risalita di Monte Spada e Bruncu Spina  (oltre i 1800 metri). È l’ambiente ideale per intensi trekking, fra boschi e sorgenti, in riserve avifaunistiche dove osservare varie specie rare. È patria del pastore fonnese, razza richiesta per difesa di proprietà e greggi. Il gioiello archeologico del territorio, a pochi chilometri dal paese, in direzione Pratobello, è il complesso di Gremanu, di età nuragica.
LANUSEI
Lanusei è un antico borgo che si arrampica sui costoni sud-orientali del parco del Gennargentu; fa parte delle città delle ciliegie, la cui imperdibile sagra si svolge a fine giugno, ed è stazione delle linea ferroviaria turistica Mandas-Arbatax del Trenino Verde. Del luogo la famiglia di Goffredo Mameli, compositore dell’inno nazionale. Numerose sono le tracce di età neolitica, ancora maggiori quelle nuragiche, specie all’interno dell’altipiano granitico di Selene, ricoperto da un magnifico bosco di lecci e castagni e costellato di sorgenti d’acqua, famose per le loro capacità benefiche. All’interno è racchiuso il parco archeologico di Selene.
CABRAS
Luogo ideale per una vacanza all’insegna di natura e cultura. Nei circa 30 chilometri di costa sulla quale si affaccia Cabras sorge l’area marina protetta della penisola del Sinis, che si estende fra la baia di Is Arenas e il golfo di Oristano, comprendendo l’isola di Mal di Ventre e l’isolotto del Catalano, che nei loro fondali nascondono antichi relitti. Di fronte, le tre meraviglie di Is Arutas, Maimoni e Mari Ermi.
BELVI'
Tra i tacchi calcarei e le pendici del Gennargentu, possiede un grande patrimonio naturale. E' circondato da sterminati boschi di agrifogli, castagni, ciliegi, lecci, noccioli e roveri, nel verde spiccano l’oasi Su de Maccioni, la punta Tonnai, la pineta di Pitz’e Pranu e la foresta di Uatzo, attraversata dal Trenino Verde. In passato il borgo era il centro principale del territorio, non a caso detto Barbagia di Belvì. Non mancano le testimonianze preistoriche come la tomba di Giganti di Troculu e altri monumenti come la parrocchiale di Sant’Agostino. Interessante il Museo di Scienze Naturali.
DESULO
A quasi 900 metri nel versante occidentale del Gennargentu, fra i boschi, come quello di Girgini. I viottoli del centro sono racchiusi da case in scisto con ingressi e finestre contornati d’azzurro. Irrinunciabili le visite alla Casa-museo Carta e a quella di Antioco Casula, dove è allestito il Museo etnografico di Montanaru. A inizio agosto la sagra della Madonnina della neve, nel passo di Tascusì, considerato il valico automobilistico più alto della Sardegna (circa 1250 metri). Da qui si parte fino alle vette più alte della Sardegna: Bruncu Spina (1829  metri) e punta La Marmora (1834). Lungo il percorso, il  rifugio Lamarmora che scrisse i resoconti dei  suoi viaggi del XIX secolo.
SORGONO
Sorgono si erge nel centro dell’Isola, sul versante occidentale del Gennargentu, attorniato da boschi popolati da mufloni, cervi, daini e sorvolati da aquila reale e falco pellegrino. Il borgo è centro nodale del Mandrolisai, la più sud-occidentale delle Barbagiei: vi si parla il sardo ‘di mezzo’. Il territorio offre panorami suggestivi sull’altopiano di Iscalas, nelle foreste di monte Littu e di Uatzo attraversata dalla ferrovia del Trenino verde. I monti si alternano a morbide colline coltivate a cereali e vitigni di cannonau, monica e bovale da cui deriva il Mandrolisai.
GADONI
Custodito da montagne, e circondato da fitti boschi, Gadoni è un piccolo centro agropastorale sulle pendici del Gennargentu. Le case si affacciano su stradine coperte da pietre rosse e nere. Attorno al paese la natura offre il suo volto più selvaggio con paesaggi spettacolari, gole, canyon, cascate e laghetti. Con itinerari trekking si passa dall’altopiano di Corongia, alla valle del Flumendosa ricca di noci, ciliegi e castagni, dai boschi secolari. A Funtana Raminosa i nuragici fondevano il rame per realizzare sculture simbolo dell’età del Bronzo. Oggi è museo di archeologia industriale, parte integrante del Parco Geominerario della Sardegna.
VILLAGRANDE
È il paese della longevità, con la più alta concentrazione al mondo di ultracentenari in proporzione alle nascite: dal secondo dopoguerra ne ha registrato più di trenta. Villagrande Strisaili si arrampica sulle pendici meridionali del Gennargentu, nell’Ogliastra più profonda, ma a pochi minuti dalla costa orientale e ad oriente si affaccia sulla piana ogliastrina con vista sul golfo di Arbatax. Il territorio di Villagrande è il terzo per estensione fra i Comuni sardi.  A sette chilometri da Villagrande, al centro di un altopiano, sulle sponde del lago del Flumendosa, sorge la frazione di Villanova Strisaili, che conserva i tesori naturali più selvaggi: la Gola di Pirincanes e le Cascate di Rio ‘e Forru.
OLIENA
Oliena, borgo della Barbagia sta ai piedi del monte Corrasi, a dieci chilometri da Nuoro. Il primo insediamento fu romano, confluenza di popoli ‘ribelli’ come gli Ilienses, secondo Sallustio, troiani rifugiatisi nell’Isola. Strapiombi, guglie e grotte caratterizzano il Corrasi, vetta del Supramonte. Imperdibile è la valle di Lanaittu, ricca di siti naturalistici e preistorici: racchiude in una dolina il misterioso Villaggio nuragico di Tiscali (XV-VIII a.C.), sa Oche e su Bentu, due grotte-capolavoro della natura fra laghi sotterranei, stalattiti e stalagmiti. Vicino alla valle sgorga la sorgente di Su Gologone, monumento nazionale.
NUORO
Nuoro è l’Atene sarda, animata da un vivace fermento culturale sin dall’Ottocento. Salvatore e Sebastiano Satta, Francesco Ciusa e Grazia Deledda le diedero notorietà in tutta Europa. Vi si trova il Museo deleddiano, casa natale della scrittrice premio Nobel, che oggi conserva intatta la memoria dell’artista che aprì i confini della Sardegna al mondo e che riposa nella chiesetta della Solitudine ai piedi dell’Ortobene; qui si trova l’antica chiesa delle Grazie e la maestosa cattedrale di santa Maria della Neve. Per vedere dal vivo i costumi tradizionali non si può mancare alla Sagra del Redentore, l’ultima domenica di agosto con la sfilata dei gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna.
ORGOSOLO
Orgosolo è la patria del canto a Tenore, patrimonio dell’Umanità Unesco, nonchè paese dei murales. Il borgo è famoso in tutto il mondo per i dipinti che adornano stradine e piazze. Il centro abitato si distende sulle pendici del monte Lisorgoni, propaggine del Gennargentu, dominando le vallate attraversate dal Cedrino. Attorno lo spettacolare paesaggio del Supramonte di Orgosolo, nel cuore della Barbagia di Ollolai, dove si trovano i monti Novo San Giovanni (1300 metri) e Fumai.  In uno dei sentieri che partono dal paese si incontra la dolina di su Suercone, una voragine profonda 200 metri e larga 400. Imperdibile il canyon di Gorroppu, 22 chilometri, percorribili per un lungo tratto, uno dei più profondi d’Europa.
OTTANA
Il paese di Boes e Merdules, maschere lignee dalle forme mostruose, è un centro in origine pastorale, divenuto a fine XX secolo, polo petrolchimico e di industria tessile; sorge  vicino alle colline della Barbagia di Ollolai, in un’ampia piana della valle del fiume Tirso, che poco più a sud forma il lago Omodeo. Ottana ha radicate tradizioni che hanno resistito al tempo, tra cui su Carrasegare. Le maschere ottanesi ripercorrono arcaici riti agropastorali. L’austera e affascinante architettura romanica, cattedrale dal 1112 al 1503, domina il centro storico. Accanto c’è la quattrocentesca chiesa di santa Maria.
ABBASANTA
Le case in pietra vulcanica si distendono sull’omonimo altopiano basaltico, nel territorio del Barigadu. Oggi è  al centro della principale arteria stradale, la statale 131. All’età del Bronzo sono databili il Nuraghe Losa, a tre chilometri dal paese.
Costruito con blocchi di basalto ‘regolari’, ha una struttura complessa, risultato di varie fasi costruttive tra XV e fine XII secolo a.C.: un mastio (torre centrale) ‘protetto’ da un bastione trilobato, la cui torre più alta raggiunge i 13 metri, a sua volta circondato da un antemurale. Non lontano da Abbasanta, in territorio di Paulilatino, spicca un altro fondamentale sito nuragico, il suggestivo Santuario di Santa Cristina col villaggio circostante.
TADASUNI
Dalle sue case sulle acque dell’Omodeo, uno dei maggiori laghi artificiali in Italia, quando si abbassa il livello delle acque, si ammirano resti di nuraghi e alberi fossili pietrificati. Al centro del piccolissimo paese nel territorio storico del Guilcer-Barigadu, sorge la parrocchiale di San Nicola di Bari, e nella casa parrocchiale si trova il Museo degli strumenti musicali sardi, che custodisce una collezione di circa 400 preziosi ‘pezzi’ tradizionali, tra cui le launeddas. Insediamenti  nuragici e prenuragici stanno sott’acqua insieme a una foresta fossile pietrificata di circa 20 milioni di anni e al paesino di Zuri (abbandonato e ricostruito più in cima) con la famosa Chiesa di S. Pietro in Zuri, ricostruita tale e quale.
NUGHEDU S. NICOLO'
E' un piccolo paese del Monteacuto, parte orientale del Logudoro, il cui toponimo è un’unione (a posteriori) del nome originario nughedu, dal latino nocetum  (noceto), chiaro riferimento ai boschi di noci che ricoprivano il suo territorio, al nome del santo patrono, cui è  dedicata una bella parrocchiale. Il centro del  paese è piazza Marconi, interessanti anche le singolari abitazioni, all’ingresso del paese, nel  fondo valle, ricavate nelle spaccature della roccia e chiuse  con facciate in conci di pietra. Il territorio è ricco di testimonianze prenuragiche e nuragiche. Dalla periferia si accede al sito in agro di Austis dove si trova il monumento naturale più bello della Sardegna: Sa Crabarissa.
AUSTIS
Su un altopiano granitico, immerso nelle montagne della Barbagia di Ollolai, ricoperte da fitti boschi di querce, sugheri e lecci, e caratterizzato  da massicce rocce scolpite dal tempo, tra cui le due rocce di Sa Crabarissa, con sembianze femminili, e quella di sa Conca de su Cannizzu,  a forma di aquila, Austis è un piccolo centro rinomato per i suoi agriturismo che permettono di gustare piatti tipici come sa fregula stufada, a base di pasta di semola al forno. L’allevamento di ovini e caprini è la sua attività principale. Belle case in granito caratterizzano il centro storico. Il nome Austis risale a epoca romana e rimanda alla base latina Augustis. L’area è stata abitata sin dalla preistoria.
PAULILATINO
Circondato  da sugherete, macchia mediterranea, oliveti e vigneti, Paulilatino, nel Medioevo centro principale del Guilcer, oggi è famoso per le testimonianze preistoriche: domus de Janas, dolmen, menhir e ben 110 siti nuragici, tra cui spicca, il Santuario di Santa Cristina in un parco con ulivi secolari, che prende nome  dalla chiesetta campestre di Santa Cristina.
A 200 metri, il Nuraghe Santa Cristina e vicino una Tomba di Giganti con rara stele quadrangolare. La risorsa principale di Paulilatino è l’allevamento, da cui derivano ottimi prodotti caseari.
SENEGHE
La chiesa campestre di san Costantino, nel territorio di Sedilo, si affaccia sullo splendido scenario del lago Omodeo. Attorno alla chiesa si svolge, al tramonto del 6 e all’alba del 7 luglio, s’Ardia, spettacolare corsa a cavallo in onore del santo, che ricorda la battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio, uno degli eventi più suggestivi della Sardegna che richiama migliaia di visitatori e il cui rituale prevede la  guida de sa prima pandela (capocorsa), seguito da altri due cavalieri e da tre scorte che simboleggiano Costantino ed il suo esercito. Altri cento cavalieri, invece, rappresentano i pagani guidati da Massenzio.
SANTU LUSSURGIU
Sul versante sud-orientale del Montiferru, incastonato in un anfiteatro di origine vulcanica e protetto da lussureggianti foreste, custodisce una miriade di sorgenti. Santu Lussurgiu è un centro medioevale a metà strada tra Oristano e Bosa, il cui nome deriva dal santo-soldato Lussorio, che qui predicò prima del martirio (303 d.C.). Oggi le sue strutture ricettive sono meta di turisti attratti da centro storico, cultura ed escursioni. L’itinerario parte dalle sette (un tempo) fonti d’acqua oligominerale di San Leonardo di Siete Fuentes, borgata ‘fantasma’ in vita sino al XVI secolo. Immersa nella foresta di san Leonardo, resta la sua chiesa romanica. Il territorio fu abitato dal Neolitico.
SEDILO
La chiesa campestre di san Costantino, nel territorio di Sedilo, si affaccia sullo splendido scenario del lago Omodeo. Attorno alla chiesa si svolge, al tramonto del 6 e all’alba del 7 luglio, s’Ardia, spettacolare corsa a cavallo in onore del santo, che ricorda la battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio, uno degli eventi più suggestivi della Sardegna che richiama migliaia di visitatori e il cui rituale prevede la guida de sa prima pandela (capocorsa), seguito da altri due cavalieri e da tre scorte che simboleggiano Costantino ed il suo esercito. Altri cento cavalieri, invece, rappresentano i pagani guidati da Massenzio.
BONO
Sorge sulle pendici del monte Rasu in mezzo a una grande varietà di paesaggi ed è considerato il ‘capoluogo’ del Goceano. Il suo territorio si  estende dalla valle del Tirso al Rasu, la cui vetta è sa Punta Manna. Sul suo pendio sos Nibberos che include la foresta di tassi più ampia d’Italia, monumento naturale: alcuni esemplari millenari sono alti oltre 15 metri. Sotto il regno dei Savoia, in seguito alla partecipazione ai moti antifeudali del personaggio più celebre di Bono, Giovanni Maria Angioy, il borgo fu attaccato dalle truppe piemontesi. Un murale dell’artista Liliana Canu ricorda i moti e il suo protagonista.
BOLOTANA
                           
                               
                                                                         
Un tempo patria del grano, oggi borgo dei tappeti, entrato a far parte dal 2012 dei Borghi autentici d’Italia. E' un paese di circa 2600 abitanti, che comprende un vasto territorio, dal Marghine alla media valle del Tirso, includendo Badde Salighes e Ortachis e la località di Santa Maria ‘e Sauccu. Un ambiente ricco di sorgenti che alimentano i fiumi Coghinas, Temo e Tirso.
Il nome antico, Golòthana o Golòssene, compare per la prima volta nel 1341 nelle Rationes decimarum. Il centro storico ha un’architettura medioevale, con stradine strette e irregolari che formano un intricato ‘groviglio’. Celebrazioni imperdibili sono i fuochi di sant’Antonio abate (16 e 17 gennaio) e gli appassionati riti della Settimana Santa: via crucis, domenica delle Palme, s’Iscravamentu e s’Incontru. Dal 2007 Bolotana è meta di appassionati di musica rock e metal, grazie al festival Rock&Bol.
Il territorio è abitato dalla preistoria. Presenta una strabiliante concentrazione di insediamenti prenuragici e nuragici: dolmen, circoli rituali di Ortachis, domus de Janas di sas Perdas de Zancànu e di Puddèrigos, tombe di Giganti, pozzi sacri.
Spicca il nuraghe Tittiriola, che domina il territorio dall’alto di un pianoro; attorno sorgeva un esteso villaggio. Moderna e celebre è la bella villa Piercy, in stile liberty, fatta erigere in campagna a fine XIX secolo dall’ingegnere Benjamin Piercy, autore del progetto delle ferrovie sarde.
                                                                   
                           
MACOMER
E' una cittadina del Marghine, sin dall’Antichità crocevia tra nord e sud. Nel 1478 vicino al castello di Macomer (ne restano i ruderi) si svolse la storica battaglia tra sardi, condotti dal marchese Leonardo Alagon e aragonesi, che pose fine ai sogni d’indipendenza isolana. Attorno all’abitato, una varietà di paesaggi punteggiati da boschi: gli altopiani di Campeda e di Abbasanta, la catena del Marghine e il monte di Sant’Antonio, dove verdeggiano querce secolari.
Il territorio macomerese è stato abitato sin dalla preistoria: nella grotta Marras è stata ritrovata una statuetta della Dea Madre, la ‘Venere di Macomer’.
BURGOS
Nacque nel 1337 ai piedi di un castello medievale, risalente a due secoli prima, su iniziativa del giudice Mariano IV d’Arborea, al centro del territorio storico del Goceano. Attorno all’abitato, un paesaggio incantato cui contribuiscono il bosco di Badde Salighes e la Foresta Burgos, popolata da asinelli, e da cavalli di razza anglo-araba-sarda e dal pony sardo. La foresta è punto di partenza per suggestivi itinerari e all'interno si erge sa Reggia, ossia il Nuraghe Costa, la più importante eredità dell’età del Bronzo. Il monumento-simbolo di Burgos è la fortezza ai piedi della quale è sorto, il Castello del Goceano (o di Burgos).
BOSA
Un incantevole borgo dove tradizione e modernità si fondono; dal quartiere di sa Costa fatto di case variopinte, dominato dal castello dei Malaspina, si ammira il panorama di tutta la cittadina. Il poetico Lungotemo con il Ponte Vecchio che cavalca il Temo, unico fiume navigabile in Sardegna, e le antiche concerie che ricordano le radici di un centro famoso in Italia per le produzioni di pellame d’alta qualità. Bosa è il centro principale della regione storica della Planargia, luogo di tradizione artigianale ed enogastronomica, che ti accoglie con  un calice di pregiata malvasia. Nella foce del Temo sorgono il porto turistico fluviale e accanto Bosa Marina, località molto apprezzata e premiata ogni anno dalla Guida  Blu di Legambiente.
OZIERI
Ozieri è la cittadina più popolosa del Logudoro, a circa 50 chilometri da Sassari, già nel XIV secolo capoluogo del Monte Acuto. Nel centro storico uno degli edifici civili di maggior pregio è il Palazzo Costi, mentre il principale di culto è la Cattedrale dell’Immacolata, costruita nel XV secolo. Il centro è costellato da chiese, la più celebre, è la maestosa Basilica di sant’Antioco di Bisarcio, che sovrasta la piana di Chilivani. Il convento delle clarisse ospita il Museo Civico Archeologico, che raccoglie le testimonianze di un territorio frequentato fin dalla preistoria. Dalla grotta di san Michele prende nome la celebre Cultura di Ozieri, che nel Neolitico recente (fine IV millennio a.C.) si diffuse in tutta l’Isola.
PATTADA
Sul pendio meridionale del Limbara, Pattada è il centro più ‘alto’ del nord Sardegna. La famosa resolza pattadesa è un’opera d’arte ricercata da collezionisti di tutto il mondo. Su viuzze lastricate si affacciano case in pietra con fregi e persiane in  legno, e palazzi signorili di stile neoclassico. I letterati locali hanno reso Pattada ‘culla della poesia’ in logudorese. La vetta del territorio è monte Lerno, ricoperto da boschi e disseminato di sorgenti. Nel verde della forestaomonima, impreziosito da placidi laghetti, vivono asinelli, cavalli, aquile e falchi e sono stati reintrodotti cervo, daino e muflone.
MORES
Mores è un paese del Meilogu-Logudoro a venti chilometri da Ozieri e a 40 da Sassari, basato su agricoltura, allevamento e artigianato. Il territorio fu abitato fin dal Neolitico come testimoniano le grotte preistoriche di su Buccu ‘e sas Fadas e su Puttu Porchinu, varie domus de Janas e il dolmen sa Coveccada, uno dei più grandiosi del Mediterraneo, simbolo di Mores. Nel suo centro storico spicca il campanile della seicentesca parrocchiale di santa Caterina, che con i suoi 47 metri è uno dei più alti della Sardegna. A Mores c’è l’autodromo nazionale Franco di Suni (marchese fondatore della cronoscalata Alghero-Scala Piccada), noto come Circuito di Mores o di Sardegna, inaugurato nel 2003.
SILIGO
Sorge sulle pendici del monte sant’Antonio, propaggine del monte Pelao; è un piccolo paese logudorese posto al centro di un paesaggio ‘insolito’, fatto di vulcani spenti, i crateri vulcanici del Meilogu, monumento naturale dal 1994. Sul monte, in località Biddanoa, sorge la chiesa di Nostra Signora di Mesumundu. Sul monte Sant’Antonio, insieme a un santuario, si trova il complesso nuragico di Monte Sant’Antonio. In paese, grande attrazione culturale è il Museo di Maria Carta, autrice e interprete di musica popolare sarda (gosos e muttos), nonché poetessa e attrice, nata e vissuta a Siligo (1934-94). Il paese ha dato i natali anche a Gavino Ledda, autore di ‘Padre Padrone’.
TRINITA' D'AGULTU -
- VIGNOLA

I due centri di Trinità d’Agultu e Vignola  formano un unico Comune nel nord-ovest della Gallura. Formatosi nel  secondo Ottocento da  famiglie di centri e stazzi vicini, Trinità d’Agultu, domina il litorale. Al centro la settecentesca chiesa della santissima Trinità. I vigneti attorno producono un ottimo vermentino, dalla terra una pietanza speciale: la zuppa gallurese, piatto con pane, pecorino e brodo di pecora. Vignola comprende il borgo marino di Costa Paradiso, un paesaggio granitico coperto da macchia mediterranea, a sei chilometri da Trinità sorge Isola Rossa. Attorno innumerevoli calette, ben nota La Marinedda,  una delle più belle spiagge del nord Sardegna.
TEMPIO PAUSANIA
Al centro della Gallura, ai piedi del Limbara, Tempio Pausania è una cittadina da sempre riferimento per l’entroterra gallurese, celebre per la lavorazione di granito e sughero, cui è dedicato il museo delle macchine del sughero, per i vini (vermentino, karana e moscato) e per lu carrasciali timpiesu, evento che conta ogni anno centomila presenze. Il clou della Settimana Santa sono via Crucis e lu Sgraamentu. Dove risiedeva il convento delle cappuccine, oggi si affaccia il palazzo settecentesco dei marchesi Pes di Villamarina. Accanto sorge la cattedrale di san Pietro apostolo. Nel centro anche la ‘spagnoleggiante’ Nostra Signora del Pilar. Sullo scenario del Limbara si affacciano le fonti di Rinaggiu.
OSILO
Osilo è il secondo Comune più  alto della provincia di Sassari. Ha origini medioevali e fu centro molto importante sino ai primi del XX secolo. Ha conservato vive tradizioni  artigiane, specie manufatti tessili, e agropastorali: è la patria del formaggio pecorino. Osilo vanta un numero  eccezionale di chiese: 36, tra cui spiccano la parrocchiale dell’ Imma- colata Concezione, Nostra Signora del Rosario e Nostra Signora di Bonaria. Negli strapiombi del Tuffudesu e del resto del territorio ci sono più di trenta vie di arrampicata. Il territorio è disseminato di tracce umane sin dal Neolitico: le otto tombe a domus de Janas di Ittiari e le tre di Is Scalas, due tombe di Giganti e una decina di nuraghi, tra cui sa Pala ‘e su Cossu.
CASTELSARDO
Il nucleo originario di Castelsardo fu costruito attorno al castello dei Doria, risalente, secondo tradizione, al 1102, attuale sede del suggestivo museo dell’Intreccio mediterraneo. Sotto la dinastia sabauda, il paese assunse il nome attuale e oggi fa parte dell’esclusivo Club dei borghi più belli d’Italia. Nel tour degli edifici  religiosi e storici non si può perdere la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il monastero dei benedettini, l’episcopio (sede del vescovo), il palazzo La Loggia, sede della municipalità fin dal 1111, e il palazzo Eleonora d’Arborea. Il litorale castellanese è fatto di alte scogliere di trachite rossa. Pochi i tratti sabbiosi, tra cui la Marina di Castelsardo, all’ingresso del borgo.
SASSARI
Fondata nel Medioevo, quando la popolazione dell'antica Turris Libisonis si rifugiò nell’entroterra, Sassari sorge su un tavolato contornato da colline, è la seconda città sarda per popolazione e divenne Comune nel 1294. Fontana di Rosello e Piazza d’Italia sono i due simboli della città. Il centro è composto da edifici signorili, luoghi d’arte e cultura. La penultima domenica di maggio si svolge l’affascinante Cavalcata Sarda, sfilata di costumi tradizionali. A Ferragosto si celebra la festa ‘grande’, la Discesa dei Candelieri, processione di monumentali ceri di legno portati a spalla lungo le vie, sino alla chiesa di santa Maria di Betlem.
ALGHERO
Quinta città sarda per abitanti (44 mila), Alghero è uno dei luoghi più amati. Il suo litorale, detto Riviera del Corallo, è lungo circa 90 chilometri, la spiaggia più nota è Le Bombarde. In piena città, c’è  lo splendido Lido di San Giovanni. Imperdibile è il Museo del Corallo. Gran parte della costa è protetta dall’area marina di Capo Caccia - Isola Piana, dove sono custoditi tesori, tra cui la Grotta di Nettuno, raggiungibile via terra, tramite l’Escala del Cabirol, e via mare, con imbarcazioni che partono dal porto turistico. Famoso il parco di Porto Conte con le sue distese di macchia mediterranea, le ricche zone boscose e la Laguna del Calich.
BADESI
Al confine fra Anglona e Gallura, nell’estrema parte orientale del golfo dell’Asinara, è un paese sul mare di origine recente. Di bellezza mozzafiato sono le spiagge di Badesi Mare. Li Mindi  è un’ampia spiaggia bianca e mediamente fine dai colori meravigliosi, attraversata dalla foce del fiume Coghinas, uno dei più importanti della Sardegna. Le dune di sabbia finissima sono ricoperte di ginepri, all’orizzonte si scorge l’isola dell’Asinara e il panorama spazia da Castelsardo all’isola Rossa. In direzione Valledoria c’è la famosa e molto frequentata Baia delle Mimose, distesa di sabbia candida che si immerge nel mare celeste, con fondale basso e sabbioso, incorniciata da dune ricoperte da vegetazione costiera.
SAN TEODORO
La Cinta, Cala Brandinchi, Lu Impostu, Marina di Puntaldìa sono le spiagge simbolo di San Teodoro, il cui territorio vanta anche altre famose perle costiere: impossibile non visitare anche Cala Ginepro, o la spiaggia di Coda Cavallo, che ti mostrerà l'imponenza di Tavolara e la sua area marina protetta, Cala Ghjlgolu, che sorprende con una roccia modellata da vento e mare a forma di tartaruga. Conosciuto in Gallura come Santu Diàdoru, il borgo prese vita nel XVII secolo. Fra gli appuntamenti da non perdere, le feste del patrono san Teodoro la cui chiesa fu ricostruita a metà XX secolo, e quella di sant’Andrea che si svolge nel quartiere di Montipitrosu.
COSTA SMERALDA
Non si tratta di una località ma di un territorio che ne comprende tante, ormai note in tutto il mondo.
La Costa Smeralda nasce dall'intuizione dell'Aga Khan Karim negli ultimi anni '50 e diviene nota nei primi anni '60.
Fra le località più note: Porto Cervo, Golfo Pevero, Pantogia e Capriccioli.
ASINARA
Colline arrotondate e ricoperte di verde mediterraneo, fauna caratteristica come l’asinello bianco, le ricchezze naturalistiche dell’Asinara, disseminate su 50 chilometri quadrati rientranti nel territorio di Porto Torres, sono Parco nazionale (1997) e area marina protetta (2002). Prima della loro istituzione l’isola, separata dalla terraferma da Isola Piana e passaggio di Fornelli, ha vissuto una storia singolare, che l’ha conservata integra. Delle vicende storiche è testimone anche il borgo di case basse e bianche di Cala d’Oliva, dove risiedevano il comandante delle diramazioni della colonia penale e le famiglie delle guardie. Qui soggiornarono i magistrati dell’Antimafia Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino per preparare lo storico  processo contro la mafia.
OLBIA
Chiamata dai greci olbìa, ‘felice’, è polo d’accesso all’Isola e motore economico della Gallura. In più angoli della città affiorano vestigia del passato e molti reperti sono custoditi nel Museo Archeologico. La necropoli punico-romana, è confluita nel Museo della necropoli. Sotto il dominio romano, la città divenne il principale centro della costa orientale. La città si affaccia su un golfo spettacolare, che protegge l’area marina di Tavolara e dà accesso all’esclusiva Costa Smeralda. Nell’immensa costa olbiese, tra la miriade di calette turchesi, spiccano le quattro splendide insenature di Porto Istana,  il Lido di Pittulongu,  e La Playa, spiaggia prediletta dagli olbiesi.
Caratteristica la sua architettura, fatta di piccoli edifici bassi e bianchi, dai contorni sinuosi e perfettamente inseriti nella vegetazione mediterranea, come la chiesa di Stella Maris, progettata da Michele Busiri Vici.
La fama della Costa Smeralda è legata ad alcune località di inestimabile valore naturalistico, come Cala di Volpe, esclusivo porticciolo naturale in cui sono state girate alcune scene del film ‘Agente 007 - La spia che mi amava’.
Fra le altre località anche il Grande Pevero, Liscia di Vacca, avvolta dalla macchia mediterranea e caratterizzata dal turchese delle acque, Liscia Ruja, con le sue piccole baie contornate da piante di ginepro, Romazzino, con il mare trasparente e le spiagge candide, e Pitrizza.
Le splendide insenature, dischiudono agli occhi spiagge e isolette, come l’isola dei Cappuccini, l’isola delle Bisce, a sud di Caprera, Li Nibani, l’isola di Mortorio, le isolette delle Camere e l’isola di Soffi. In costa sorge il Bottlenose Dolphin Research Institute, centro internazionale di ricerca per studio e salvaguardia del delfino.
Nell’area circostante spuntano varie e interessanti aree archeologiche come la necropoli di Li Muri (nel territorio di Arzachena), risalente alla seconda metà del IV millennio a.C., i complessi nuragici di Malchittu e di Albucciu, che comprende nuraghe, tomba dei giganti e villaggio di capanne, e la tomba dei giganti di Coddu Vecchiu (III-II millennio a.C.).


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